Affissioni, tv e social per la nuova campagna Anlaids
È lunga la lista dei professionisti, dei testimonial, dei volontari che Anlaids, nata nel 1985 e una delle prime associazioni italiane a lavorare per fermare la diffusione dell’infezione da Hiv, dovrebbe ringraziare per la realizzazione della nuova campagna adv “Se te ne fotti, l’Aids ti fotte”, presentata alla stampa ieri a Milano. «Come associazione, o meglio come federazione di associazioni presente in una decina di regioni italiane, abbiamo visto che purtroppo in questi anni si è “abbassata la guardia” ed è calato il silenzio su un tema ancora molto attuale come quello rappresentato dall’Aids, che continua a colpire in silenzio, condizionando la vita di migliaia di persone – ha introdotto l’incontro Carmine Falanga, responsabile progetti e iniziative speciali Anlaids e artefice della campagna -. Abbiamo anche capito che la comunicazione è fondamentale ed è importante che il messaggio veicolato sia forte, incisivo, chiaro. Il nostro impegno come associazione è quello di informare ed educare le persone per metterle nella condizione di agire con consapevolezza. E il claim della nuova campagna sottolinea proprio il fatto che noi informiamo, ma è alle persone che guardano che spetta la decisione su come comportarsi». Il messaggio dunque è quello di prevenire e di informare («anche in questo campo uno dei problemi quotidiani è quello delle fake news» ha sottolineato Falanga) e la Giornata mondiale contro l’Aids, il 1° dicembre, sarà l’occasione di parlare di questo problema anche attraverso la nuova campagna nazionale ideata da Anlaids Sezione Lombarda, con il patrocinio del Comune di Milano, di Pubblicità Progresso e di ATS della Città Metropolitana di Milano, interpretata da 17 personaggi famosi – tra questi Filippo Magnini, Saturnino, i dj di “Pinocchio”, Guglielmo Scilla – e da sette volontari Anlaids che hanno deciso di mettere la loro faccia a favore di un messaggio che si rivolge in modo diretto a tutti con il claim “Se te ne fotti, l’Aids ti fotte”. Le foto sono di Daniele Barraco che ha realizzato anche un video nel quale sono montate le voci dei testimonial mentre dicono “Stop Aids”. «Non siamo andati alla ricerca di un messaggio provocatorio, ma semplicemente abbiamo cercato di trasmettere una verità: l’Aids ti fotte, rovina la tua vita e di quelli che ti stanno vicino. Talvolta poi l’utilizzo dei testimonial diventa una facile scappatoia, non questa volta però. Ed è la prima volta da quando faccio questo lavoro che mi sembra che l’utilizzo del testimonial sia centrato su una reale testimonianza. E non mi riferisco tanto a quella degli artisti e dei personaggi che hanno scelto di sposare il nostro messaggio, quanto per i manifesti che ritraggono i volontari di Anlaids, usati in pubblicità con la stessa dignità delle celebrità». A dirlo è Paolo Iabichino, chief creative officer del gruppo Ogilvy & Mather Italia e direttore creativo della campagna Anlaids a cui ha collaborato a titolo personale e gratuito. In questi giorni è partita la campagna teasing nel circuito delle metropolitane milanesi e online su tutti i canali social di Anlaids che anticipa la campagna con l’immagine di una persona di spalle che dice “Te ne fotti?”, mentre da ieri è partita la campagna sui canali social. Il 30 novembre inizierà invece la campagna tv, patrocinata da Pubblicità Progresso e pianificata su diverse emittenti nazionali, e affissione attraverso poster manifesti 200 x 140 dislocati in zone centrale e periferiche di 12 città (Napoli, Genova, Torino, Bologna, Roma, Catania, Taranto, Padova, Trieste, Rimini e Perugia), mentre a Milano, per motivi tecnici, inizierà il 1° dicembre.
Barbara Tomasi