Alla scoperta di Carlo Mattioli

Una mostra su Carlo Mattioli. Le sue opere restano testimonianza definitiva di una creazione che affascina e ha trovato accoglienza in spazi prestigiosi, come il Vaticano. Ora lo troviamo al Labirinto della Masone di Fontanellato, a Parma, nel regno di Franco Maria Ricci, autore tra l’altro del “Catalogo Generale dei dipinti” di Mattioli, con testi critici di Vittorio Sgarbi e Marco Vallora, e prefazione di Enzo Bianchi. Mattioli è l’artista che alla pittura ha sempre chiesto una continua elevazione dell’arte, soprattutto quando la pittura veniva dichiarata, nella seconda metà del ‘900, un genere in via d’estinzione per l’imperante dominio di tanta arte povera e concettuale. Lo stesso Mattioli definito il “disturbatore, indipendente, di genio autentico e di risorse proprie”, da Carlo Ragghianti. Nel tempo ha proceduto per la sua strada, rinnovando l’esperienza inesauribile del colore e della materia, fondendo le esigenze dell’arte nella vita. E questa mostra esprime tutto ciò a partire dalla prima sala, dove gli spessori materici determinano una forza plastica, una pienezza vitale di carnalità d’immagine dei nudi coricati che sembrano generati dalla terra. La seconda sala è riservata ai ritratti, di vitalistiche fisionomie, di De Chirico, Carrà, Guttuso, Manzù, Morandi, Rosai, Longhi. Terza sezione per i grandi paesaggi, con boschi, campi di papaveri, ginestre, lavande e aigues mortes, di proliferante vitalità, con affioramenti di elementi preesistenti su superfici che conservano labili tracce. Innegabile il valore di Mattioli come disegnatore, che gli valse alla Biennale di Venezia del 1956 il premio internazionale dalla giuria presieduta da Longhi. Si puo’ ammirare in questa veste, fino al 22 settembre, alla Biblioteca Palatina di Parma, nella mostra collaterale “Nella pagina e nello spazio. Mattioli illustratore e scenografo”, con i volumi, di straordinaria veste grafica dell’artista, pubblicati dall’amico editore modenese Ugo Guanda. Esposti anche i capolavori classici illustrati da Mattioli: Divina Commedia, Decameron, Canzoniere di Petrarca, Orlando Furioso. Un’antologica in tre diverse location – il Labirinto di Franco Maria Ricci, la Biblioteca Palatina di Parma e lo Studio Museo del pittore – rende dunque omaggio alla straordinaria produzione di Carlo Mattioli a pochi mesi dalla pubblicazione del catalogo generale dei suoi dipinti. Contemplativo e un po’ schivo, amico intimo dei più importanti intellettuali, scrittori e poeti che negli anni del Dopoguerra resero Parma un centro culturale tra i più prestigiosi d’Italia, legatissimo alla famiglia, alla moglie e alla nipote in particolare, alle quali dedicò innumerevoli ritratti. Carlo Mattioli, nato a Modena nel  1911  e morto a Parma nel 1994, è stato una figura rilevantissima nel panorama dell’arte novecentesca ma, forse a causa del suo carattere riservato e poco incline a una facile gloria, non è noto quanto meriterebbe di esserlo. L’amico Franco Maria Ricci ha deciso di allestire, presso gli spazi dedicati alle mostre temporanee e attigui alla sorprendente collezione, 57 dipinti realizzati da Mattioli tra il 1961 e il 1993, il periodo in cui l’artista si applicò con maggiore impegno alla pittura, dopo decenni passati a praticare freneticamente soprattutto il disegno. Le opere provengono sia dallo Studio Museo, da un paio d’anni aperto al pubblico, sia da venticinque differenti prestatori. Alcune sono inedite o mai esposte da almeno trent’anni: la paziente e scrupolosa ricerca ha fatto sì che nelle sale della Masone siano stati riuniti, tra gli altri, ben cinque dipinti gravitanti attorno al tema del Cestino di Caravaggio, o nonché quattro intensi e quasi monocromi ritratti di Giorgio Morandi, esposti per la prima volta uno vicino all’altro e in compagnia di altre “istantanee” di pittori tra cui Atanasio Soldati, con una sgargiante sciarpa gialla, Renato Guttuso, avvolto in una nube di fumo, Giorgio de Chirico, con il suo riconoscibile profilo. Opere che, come nei paesaggi, nelle sperimentazioni astratte, nei crocifissi commoventi, dimostrano una stretta vicinanza agli espressionisti americani, collocandosi pero’ in un contesto strettamente italiano.

Adele Messina

Giornalista, blogger, Tecnico per la Comunicazione e il Multimedia nel Patrimonio Culturale, Turismo ed Enogastronomia

Per entrare in contatto con l’autrice: adelemessina.press@gmail.com

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