Rubens a Milano: l’artista, il Barocco, e l’Italia

Palazzo Reale ha appena aperto le sue porte all’arte di Rubens, al suo frastuono e al suo impeto.

“Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco” è un viaggio all’interno della vita dell’artista, delle sue opere, del suo essere, e, soprattutto del suo legame con il nostro Paese.

Bernard Berenson lo ha definito “un pittore italiano”. In effetti, l’Italia è fondamentale per Rubens, così come Rubens per l’Italia: a lui si devono i primi segnali della nascita del Barocco che si diffonde in espressioni altissime in ogni regione. Un’ influenza che tutta la critica gli riconosce. Nella mostra curata d Anna Lo bianco, un corpus di oltre 75 opere, di cui 40 del grande maestro fiammingo, riunito grazie a prestigiosi prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni del mondo come quelle del Museo Nazionale del Prado, dell’Hermitage di San Pietroburgo, della Gemäldegalerie di Berlino e del Principe del Liechtenstein, e a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, i Musei Capitolini, la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina di Firenze, il Museo di Palazzo Ducale di Mantova,  la Galleria di Palazzo Spinola di Genova, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Un suggestivo allestimento, curato dall’architetto Corrado Anselmi, valorizza la ricchezza e grandezza delle opere, alcune di dimensioni monumentali come la tela scelta quale immagine guida della mostra: “La scoperta di Erittonio fanciullo”. I suoi rapporti con Genova, Mantova, Venezia e la sua vicenda romana ci permettono di ricostruire il filo che lo lega così profondamente alla cultura italiana, che resterà il tratto d’identità per tutta la sua produzione successiva. La mostra mette in evidenza i rapporti di Rubens con l’arte antica e la statuaria classica e la sua attenzione verso i grandi maestri del Rinascimento come Tintoretto e Correggio. Ma soprattutto la straordinaria influenza esercitata dal grande Maestro sugli artisti italiani più giovani, protagonisti del Barocco come Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco, fino a Luca Giordano.

La prima sezione della mostra è dedicata all’artista. Uomo magnanimo, dedito agli affetti familiari, che ebbe anche una ricca bottega con molti allievi tra cui Antoon van Dyck e altri importanti pittori. Rimasto vedovo di Isabella Brant, si risposò con la giovane Hélène Fourment, avendo in tutto sette figli. Oltre alla sua famiglia sono presentati alcuni dei suoi compagni di strada, come Gaspar Scioppius, messi a confronto con la scultura classica di Seneca e con altri busti antichi, oltre che con il quadro di Seneca morente proveniente dal Prado a sottolineare il filo reiterato dell’ispirazione dell’artista alla filosofia antica.

La seconda sezione si incentra sulla pittura di soggetto sacro nella quale Rubens per primo introduce elementi di fortissima carica edonistica e classica. Così la grandiosa Adorazione dei Pastori di Rubens, oggi a Fermo, è accostata a quella di Pietro da Cortona. La terza sezione è dedicata alla “Furia del pennello” riprendendo le definizioni dei suoi biografi, così efficaci per descrivere una maniera vorticosa e densa di movimento.

Si vuole dare testimonianza dell’energia creativa dell’artista, dai biografi sempre sottolineata e evidente nella sua pittura veemente e impetuosa. Caratteristiche tipiche del barocco.

La sezione finale e conclusiva della mostra è particolarmente ampia e scenografica perché riassume  la ricerca artistica di Rubens abbracciando i due fulcri della sua ispirazione: l’attenzione al passato e all’archeologia e il rapporto con la contemporaneità.

Un intellettuale a tutto tondo, capace di coniugare cultura classica e spinta innovativa, esempio di modernità ancora oggi. Il “pittore coltissimo” la cui arte continua a sorprendere, è sicuramente da incontrare, a Palazzo Reale. Rubens, l’unico artista nordico a venire in stretto contatto con l’atmosfera romana di Carracci e del Caravaggio. Qui, l’eclettico Pieter Paul Rubens è anche un po’ italiano, un Pietro Paolo Rubens tutto da scoprire.

Adele Messina

Giornalista, blogger, Tecnico per la Comunicazione e il Multimedia nel Patrimonio Culturale, Turismo ed Enogastronomia 

Per entrare in contatto con l’autrice: adelemessina.press@gmail.com

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