Sergio Rodriguez: «Mi aspetto più riconoscimenti dell’anno scorso»

Continua con Sergio Rodriguez, ceo e cco di JWT Italia, la nostra esplorazione tra i pensieri e le aspettative dei rappresentanti tricolori al prossimo Cannes International Festival of Creativity. Al nostro giurato nella categoria Direct abbiamo chiesto se l’anno scorso, che è stato l’annus horribilis della comunicazione, gli italiani sono riusciti a conquistare ben 19 Leoni sulla Croisette, cosa ci dovremmo aspettare quest’anno? «Io sono ottimista – ha risposto – e spero che arricchiremo ulteriormente questo paniere. Penso che prenderemo riconoscimenti in più categorie perché ormai abbiamo ben capito il meccanismo d’iscrizione. Inoltre la qualità della creatività italiana è cresciuta, non è più sporadica come un tempo quando vincere a Cannes era esito di un caso fortunato». Il ricco medagliere degli ultimi anni, con il quale gli italiani sono tornati a casa dalla Croisette a testa alta, potrebbe far pensare che ormai il made in Italy abbia trovato una propria identità, uno stile differenziante, insomma una via italiana alla creatività. E invece secondo Rodriguez non esiste una creatività “tutta nostra”, «anzi la via italiana al bello è fatta di tanti stili e forse è proprio questa la nostra forza». Il ceo di JWT Italia è anche una figura emblematica di come sta cambiando la creatività sul mercato italiano, a partire dalle professionalità titolari di questa funzione. Non mancano infatti casi in cui i creativi salgono al timone dell’agenzia, occupando il posto precedentemente affidato ai manager. Uno dei più esemplari è proprio quello di Sergio Rodriguez che, insieme a Enrico Dorizza, ha preso il testimone da Jane Reeve per la guida di JWT Italia. «Il fatto che un direttore creativo venga nominato ceo – racconta Sergio Rodriguez – è un segno incontrovertibile che la creatività è considerata un driver per il business. Del resto, consideriamo il fatto che un tempo i fondatori delle grandi agenzie erano essi stessi creativi e artisti, pensiamo a Leo Burnett e a David Ogilvy. E oggi, quando si va a parlare in azienda, i clienti vogliono di fronte a loro una persona che spieghi le idee che permettano all’azienda di fare un salto avanti, non vogliono interloquire con un finanziario che replica ciò che già loro conoscono. Ritengo che sia questo il futuro dei creativi, anche se non è facile l’integrazione dei due ruoli». Ma cosa è cambiato con la “creatività al potere” in JWT dopo l’addio di Jane Reeve? Il nuovo ceo spiega come stia cercando di promuovere una visione meritocratica facendo crescere professionalità interne, puntualizzando alcuni elementi cardine dell’agenzia, ad esempio la velocità di risposta che è molto apprezzata dai clienti. Tra le nuove nomine, Roberta La Selva e Giuseppe Salinari, diventati general manager rispettivamente dell’agenzia di Milano e Roma, mentre al direttore finanziario Giacomo Lopopolo sono state affidate ulteriori responsabilità nel campo del new business. «Adesso stiamo puntando molto sul digitale – chiosa Rodriguez – e infatti abbiamo creato un team di 40 professionisti dedicati al mondo social, web e mobile». L’intervista completa sarà pubblicata sul numero speciale “Pubblicom Plus” dedicato a Cannes Lions 2014.
Vanna Assumma