Per la presidenza Adci riparte il toto-Guastini

Si era già parlato di sue possibili dimissioni nell’autunno 2012 in seguito alla lotta ai fake (vedi qui): già allora ci si chiedeva se il presidente dell’Art Directors Club Italiano, Massimo Guastini, sarebbe rimasto in carica. E così fu perché la maggioranza dei soci condivise la sua visione etica della comunicazione nonché le azioni che portò avanti per migliorare il Club. Queste poche parole, da lui postate nel blog Adci, riassumono la sua filosofia: “Credo che associazioni come la nostra siano utili quando offrono luoghi fisici e/o virtuali dove entrare con un’opinione e uscirne con altre. Non siamo militari, non siamo fatti per avere una sola idea”.

Massimo-guastiniAdesso, che il suo mandato è arrivato alla naturale scadenza, e il prossimo 22 febbraio si riunirà l’assemblea dei soci Adci per eleggere il 14° presidente (nonché il vice presidente, il segretario, i consiglieri e i probiviri), più voci danno per probabile una ricandidatura di Massimo Guastini.

Contattato da Pubblico Today, il presidente uscente ha rilasciato queste dichiarazioni: «Ho il dovere istituzionale di dare continuità al Club di cui sono stato presidente negli ultimi tre anni. E devo necessariamente prevedere l’eventualità che il 22 febbraio nessuno se la senta di candidarsi. Sono convinto che Il mondo possa tranquillamente sopravvivere senza Adci. Ma sono altrettanto convinto del fatto che l’Art Directors Club Italiano sia l’unica associazione professionale in grado di battersi con consapevolezza e cognizione di causa per restituire dignità a questo lavoro. Lo abbiamo fatto negli ultimi tre anni con grandi sforzi e determinazione. Con grande costanza. È un lavoro che andrebbe proseguito. Anche perché non vedo altre associazioni o singoli in grado di farlo con coerente continuità. Ho visto qualche lodevole quanto estemporanea esternazione. Non basta».

Sollecitato a un commento su quelle che saranno, a suo parere, le battaglie che l’associazione dovrà fare nel 2014, ha così risposto: «L’Adci dovrà essere ancora più determinata nel diffondere la cultura della comunicazione. Dobbiamo condividere quello che sappiamo con tutta la community dei creatori di contenuti, non solo tra soci, e con il mondo delle aziende. Lo sgretolamento del sistema, come il crollo di un impero, porta con sé il rischio dell’imbarbarimento. Non è una novità. E più che di rischio parlerei ormai di una diffusa e preoccupante tendenza nel nostro settore. I lavori di qualità sono inferiori come numero a quelli bloccati dall’Istituto di Autodisciplina! Scarseggiano anche le qualità morali nelle relazioni. Dobbiamo dialogare con le associazioni le cui attuali guide dimostrino tangibilmente delle serie motivazioni a tornare a condividere delle buone pratiche. Non solo nel gestire la parte creativa, ma anche nella gestione del business. Con Emanuele Nenna, nuovo vice presidente di Assocom, l’intesa e la volontà ci sono. Non mancano nemmeno le idee. Credo ci siano ottimi presupposti per un seguito concreto. Un altro aspetto cruciale è secondo me il coinvolgimento attivo dei giovani. In questi tre anni abbiamo avuto risposte straordinarie, in termini anche qualitativi, dalle nuove generazioni, ma limitate essenzialmente alla partecipazione a manifestazioni come i Giovani Leoni, il Grande Venerdì di Enzo, la country selection per la Young Competition di Eurobest. Non siamo riusciti a coinvolgerli attivamente in altri aspetti della vita associativa. Abbiamo fatto moltissimo, grazie a Mizio Ratti, ma evidentemente non è bastato. Per questo il 12 febbraio abbiamo in programma un incontro aperto a tutti gli under 35, soci e non. L’appuntamento è presso Accademia di Comunicazione, via Savona 112/A, a Milano. Abbiamo delle idee da condividere, ma per me sarà molto importante anche ascoltare. Per Adci saranno presenti Matteo Maggiore, uno dei candidati certi per il prossimo Consiglio Direttivo e che ha già iniziato a collaborare negli ultimi mesi con il Consiglio uscente. Ci saranno poi anche Mizio Ratti, Nicola Lampugnani, Massimiliano Maria Longo e Annamaria Testa».

Vanna Assumma

 

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